Come proteggere i cani dal freddo

Così come noi umani, anche i nostri amici a quattro zampe soffrono il freddo. I cani più a rischio sono quelli anziani, a pelo raso e i cuccioli nati da poco tempo; le basse temperature possono creare molto disagio nei cani che addirittura arrivano a manifestare tremori. E’ per questo che è importante proteggere i cani dal freddo, sia se essi vivono in casa ma a maggior ragione se il cane vive in giardino.

E’ buona norma aggiungere una coperta alla cuccetta e per i cani che vivono in giardino, bisognerà apportare delle modifiche alla cuccia per tenerla ben isolata dal freddo. L’aggiunta di una porta data da un telo di plastica posto a sipario potrebbe essere una buona idea. I cani che manifestano disagio con tremori devono essere coperti con un cappottino. Vestire un cane non significa dover acquistare capi di alta moda, anche con pochi euro si può far stare al caldo il nostro amico a quattro zampe. Una coperta adattata può andare bene, l’importante è fornire al cane una protezione adeguata.

Per i cani che dormono all’aperto, ricordate di cambiare spesso le coperte aggiunte per il periodo invernale: i cani entrano nella cuccia sporchi e talvolta anche bagnati, così quella che dovrebbe essere una coperta per tenerli al caldo potrebbe trasformarsi in un covo di umidità e acqua.

Altre premure da prestare al cane nei periodi invernali:

  • controllate la ciotola dell’acqua per assicurarvi che non sia ghiacciata;
  • fornite al cane due pasti al giorno molto abbondanti;
  • i cani anziani e i più piccoli vanno alimentati tre volte al giorno.

Antiparassitari per roditori e uccelli: una piccola guida

Prevenire o curare?

Molti preferiscono usare gli antiparassitari per roditori e uccelli per prevenire, piuttosto che per curare. Ad esempio, molti adoperano antiparassitari per roditori e uccelli solo in caso di necessità, nel caso l’animale sia infettato ed entri in contatto con i parassiti.

Usare antiparassitari per roditori e uccelli a fini preventivi non è particolarmente utile e salutare: ciò vale in particolar modo per i conigli (animali protagonisti del nostro articolo), i quali vivono solitamente in casa e non hanno contatti con altri animali. Non bisogna dimenticare, infatti, che gli antiparassitari sono prodotti chimici a tutti gli effetti, con effetti nocivi se somministrati molto e/o frequentemente.

Gli antiparassitari assolutamente da evitare

In primo luogo bisogna citare il Frontline (o antiparassitari analoghi costituiti da fipronil). Pur essendo efficace su cani e gatti, il Frontline è mortale per i conigli.

Il suo principio attivo è tossico e crea diversi effetti collaterali gravissimi, come cecità, anoressia, epilessia.

La tossicità non è nemmeno correlata alle dosi, poiché essa è provocata da  una molecola costitutiva dell’antiparassitario in questione. Diffidati dei veterinari che consigliano l’utilizzo di Frontline su conigli ed altri roditori, in ogni caso.

Gli antiparassitari più consigliati

Pur non essendo nominalmente registrati come “antiparassitari per conigli”, risultano più sicuri Stronghold (selamectin), Advantage (imidacloprid), Advocate (imidacloprid e moxidentin)e Neo-Foractil Conigli (da tenere ben alla larga dai gatti, invece).

Advantage combatte le pulci (anzi, unicamente le pulci!); Advocate e Stronghold, invece, si rivelano particolarmente efficaci contro la rogna. I dosaggi, tuttavia, vanno sempre consigliati dal veterinario e non dobbiamo deciderli a nostra discrezione.

Realizzato e progettato su misura per i conigli, infine, è il prodotto già citato Neo-Foractil Conigli, utile in caso di conigli affetti da cheyletiella: somministrate anche questo prodotto secondo le indicazioni del veterinario e fate attenzione che il vostro coniglio non si lecchi subito dopo. Solo un’ultima nota per i lettori: prestate attenzione ai vostri acquisti, poiché Neo-Foractil Conigli è il prodotto giusto ed evitate di confondervi con il prodotto omonimo Neo-Foractil per volatili/cani /gatti. La composizione di questi prodotti è diversa e può creare gravi effetti collaterali.

Come affrontare intolleranze ed allergie nel gatto: ecco la guida

Un problema diffuso

Anche nei gatti, così come in noi umani, le allergie e le intolleranze stanno diventando sempre più diffuse. Il rifiuto ostinato di un particolare tipo di alimento o disturbi cutanei e gastrointestinali possono essere una spia d’allarme e, di conseguenza, è meglio prendere tempestivi provvedimenti. Vediamo, quindi, come affrontare intolleranze ed allergie nel gatto, in modo da garantire la salute del nostro amico. La prima mossa, comunque, è quella di evitare il fai da te. Una visita dal veterinario è d’obbligo, così da poter escludere la presenza di patologie diverse rispetto a quella ipotizzata.

Gli alimenti corretti

Per poter individuare l’alimento incriminato occorre procedere con la classica dieta a eliminazione che prevede la somministrazione per un paio di mesi, di cibi ipoallergenici. In commercio, se ne trovano sia di tipo secco sia di tipo umido, in modo da poter offrire al gatto pasti di consistenza diversa. Inutile dire che, durante questo periodo, è indispensabile resistere alla tentazione di regalare al micio qualche bocconcino fuori programma e occorre evitare in ogni modo possibili “furti”. Se al termine di questo periodo sperimentale la situazione migliora, la soluzione è a portata di mano: proseguire con la dieta ipoallergenica.

Come affrontare intolleranze ed allergie nel gatto: la cura del manto

Può darsi che l’allergia, specialmente se si manifesta attraverso patologie cutanee, sia dovuta al contatto con alcune sostanze o con piante. Il gatto, sfregandosi contro un mobile o contro una pianta potrebbe, per esempio, venire in contatto con residui di detersivi, con antiparassitari o con sostanze vegetali allergizzanti. In questo caso meglio optare per detersivi dichiaratamente antiallergici e per lo spostamento delle piante incriminate. Per curare la cute del micio e ridurre infiammazione e prurito è consigliabile ricorrere a lozioni specifiche per la pulizia e la disinfezione del manto.

Come affrontare intolleranze ed allergie nel cane: le mosse giuste

Una visita dal veterinario

Se, improvvisamente, il vostro cane inizia a rifiutare il solito cibo o a manifestare disturbi gastrointestinali dopo averlo ingerito, è lecito ipotizzare che alla base di tutto questo vi siano problemi di allergia o di intolleranza. La medesima supposizione può essere fatta in presenza di disagi cutanei che, non di rado, portano l’animale a grattarsi furiosamente e a provocarsi ulcerazioni anche a rischio di infezione. Dunque, come affrontare allergie e intolleranze nel cane? Sicuramente, prima di tutto, prendendo un appuntamento presso il vostro veterinario di fiducia. Una visita accurata e qualche esame di routine sono necessari per poter diagnosticare con sicurezza l’origine dei disturbi.

Come affrontare intolleranze ed allergie nel cane: attenzione alla dieta

Fatto questo primo passo, specialmente se il cane va soggetto a vomito e diarrea, sarà necessario eliminare dalla dieta del vostro amico non solo leccornie varie e spuntini ma, anche, preparazioni di pappe casalinghe. Preferibile, invece, affidarsi almeno per un paio di mesi agli alimenti già pronti in commercio e specifici per cani sofferenti di allergie. Appetibili e ben equilibrati nei nutrienti, assicurano al cane soddisfazione e benessere. Se, al termine del periodo stabilito la sintomatologia gastrointestinale è sparita sapete come affrontare allergie e intolleranze nel cane. Sarà infatti sufficiente proseguire a tempo indeterminato con questa dieta.

Allergie cutanee

Quando il problema si manifesta a livello cutaneo come affrontare intolleranze ed allergie nel cane? Provate, in questo caso, a eliminare immediatamente shampoo, lozioni e antiparassitari utilizzati per l’igiene del cane. Meglio, quindi, orientarsi su prodotti specifici e poco aggressivi. Ottime, per esempio, le salviettine all’aloe o all’olio di argan che possiedono anche elevate proprietà antinfiammatorie. Per evitare che, in attesa della guarigione della cute, il cane si gratti o si mordicchi per contrastare il prurito, può essere consigliato l’uso del collare elisabettiano.

Come distinguere il falso corallo dal serpente corallo

Il serpente corallo comune

Questo esemplare, noto tra i membri della comunità accademica con il nome scientifico di micrurus fulvius, è un rettile prevalentemente diffuso in USA e in Messico.

Si tratta di un animale di dimensioni ridotte e che non superano i 120 cm di lunghezza, dall’esistenza piuttosto solitaria. Il serpente corallo comune è considerato dagli esperti un abile predatore e preferisce muoversi di giorno. Mangia principalmente lucertole, i suoi simili, anfibi, pesci, insetti e volatili. Velenosissimo, inietta il veleno con i suoi denti anteriori, molto aguzzi e capaci di provocare la morte del soggetto infetto nel giro di pochi minuti, provocando un terribile blocco neuromuscolare.

Una caratteristica distinta del serpente corallo è la colorazione vistosa, in particolare marcata dalle tinte gialle, rosse e nere distribuite con anelli di spessore variabile dalla testa fino alla coda.

Proprio la sequenza di colori consente di riconoscere e distinguere la specie dai suoi simili più innocui, noti tutti sotto il nome di falso corallo.

Il falso corallo: come distinguerlo

In natura esistono altri serpenti non velenosi, come il lampropeltis triangulum e il anilius scytale, che imitano i colori del serpente corallo in funzione esclusivamente difensiva. Questo tipo di mimetismo si riscontra anche in altri animali, come ad esempio le mosche.

Per distinguere i serpenti innocui da quelli pericolosi, nel caso del serpente corallo è utile memorizzare il fatto che il vero corallo è caratterizzato da tinte nere e gialle o rosse e gialle; quelle rosse e nere, invece, indicano la presenza di un falso esemplare.

Un serpente da cui tenersi alla larga comunque

Infine, è bene ricordare l’esistenza dell’erythrolamprus, un serpente poco velenoso (non mortale), simile al serpente corallo come aspetto. Il falso corallo in questione è capace di destare l’attenzione anche di chi non l’ha mai incontrato.

Prodotti addestramento cani: guida alla scelta

L’importanza di addestrare il proprio cane

Per quanto il nostro cucciolo ci possa amare e per quanto noi possiamo amarlo, dobbiamo tener presente che un cane, se non opportunamente addestrato, non riuscirà a capire né ad obbedire ai nostri comandi. Per questa ragione è fondamentale insegnargli fin da cucciolo a recepire e mettere in atto i nostri ordini. In commercio esistono una serie di accessori che consentono di rendere l’impresa più agevole. Tra i prodotti addestramento cani quelli più noti e diffusi ci sono la pettorina, il riportello per cani e il bastone.

Prodotti addestramento cani: la pettorina

La pettorina per il cane è una valida sostituta del collare e consente di mandare al cane segnali calmanti. Durante una passeggiata i nostri amici a quattro zampe possono avere l’impulso di correre, tirare, seguire una traccia. Per conferire al cane il giusto portamento quando lo portiamo a spasso usiamo allora una pettorina, preferibilmente svedese, che consente di tenerlo sotto controllo senza fargli alcun male. Si sconsiglia, invece, l’utilizzo della pettorina a X che può causare alcuni danni fisici al cane, dal momento che provoca una costrizione della schiena. Il cane, infatti, strattonando o tirando troppo forte potrebbe ferirsi.

Riportello per cani e bastone

Altri accessori che consentono di educare e addestrare il cane, ma che allo stesso tempo lo fanno divertire, sono il riportello per cani e il bastone. Entrambi questi accessori sono, infatti, utilizzati nei giochi “tira e molla”. Uno dei migliori riportelli è quello con manico, preferibilmente realizzato in iuta e anche resistente. Uno dei grandi classici dell’addestramento cinofilo, invece, è il bastone. Per insegnare al cane a riportarlo è possibile, le prime volte, avvicinargli del cibo. Esistono inoltre particolari bastoni a forma di osso che contengono un premio che deve essere dato al cane qualora lo riporti.

Come eliminare alghe da laghetto ed acquario

Eliminare alghe da laghetto ed acquario in modalità manuale

A causa dello loro frequente e antiestetica formazione, eliminare alghe da laghetto ed acquario è un problema molto sentito e conoscere qualche rimedio per farvi fronte è sicuramente utile. Meglio, come trattamento di base, evitare il sovraffollamento di pesci all’interno del laghetto o dell’acquario e astenersi anche dal dispensare cibo in eccesso. Sicuramente utile, invece, è la presenza in acqua di qualche esemplare di pesce mangiatore di alghe. Una buona pulizia manuale, fatta avvalendosi delle apposite strumentazioni come  spazzole, aspiratori, tergi-vetro e, naturalmente, retini per trasferire i pesci prima dell’operazione, può rivelarsi efficace.

Piante contro alghe

La lotta alle alghe all’interno di acquari e laghetti può essere portata a termine con successo sistemando in acqua un buon numero di piante. Higrophila, Elodea e Cabomba, per esempio, crescono velocemente e sono particolarmente indicate come “nemiche” delle alghe. Di tanto in tanto, proprio come le piante terrestri, necessitano di un po’ di concime e occorre rimuovere quelle ormai vecchie. Queste piante, se trovano buone condizioni di luce e di acqua, proliferano rapidamente mettendosi in competizione alimentare con le alghe, alle quali viene tolto il nutrimento necessario per svilupparsi. Si consiglia, in ogni caso, di provvedere almeno una volta alla settimana al ricambio dell’acqua.

Prodotti antialghe

L’eccessiva crescita delle alghe è solitamente imputabile a nitrati e fosfati in eccesso. Per combattere con efficacia lo sviluppo di queste sostanze è possibile far ricorso a prodotti specifici attenti all’eco sistema del laghetto o dell’acquario. Il composto, grazie a un buon bilanciamento fra gli additivi biologici e quelli chimici, agisce velocemente e in modo sicuro. Inoltre, la presenza di estratto di  torba, lavora in sinergia con gli acidi umici, impedendo la penetrazione della luce al di sotto della superficie dell’acqua e riducendo, anche nel tempo, la crescita delle alghe.

Come accogliere in casa un gatto? Non è difficile

Come accogliere in casa un gatto: le scelte giuste

Se non avete idea di come accogliere in casa un gatto abbandonate ogni preoccupazioni. Poche scelte giuste saranno sufficienti per una coabitazione felice e senza problemi. Meglio iniziare dalla cassettina igienica. Se ne trovano di aperte e di chiuse ma, queste ultime, evitano la fuoriuscita dei sassolini della lettiera. Questa, a sua volta, è disponibile in infinite varietà sia di materiale sia di profumazioni. Le tipologie basic devono essere pulite giornalmente mentre, quelle realizzate con composti di nuova generazione, sono anti-odore e permettono di allungare i tempi fra una pulizia e l’altra. La cassettina deve essere posizionata in un luogo tranquillo e distante dalle ciotole del cibo e dell’acqua. Anche voi, del resto, non mangereste volentieri in bagno!

Dormire e mangiare

Il gatto, solitamente, sceglie da solo il luogo del riposo ma, facendogli trovare a disposizione una cuccia morbida e calda posizionata in un angolo della casa lontano dal rumore ve ne sarà sicuramente grato. Tuttavia, dato il carattere indipendente dei felini, se deciderà di cambiare “location” per il riposino non prendetela come un affronto personale. Per il momento della pappa, invece, il micio dovrà possedere una ciotola con dell’acqua sempre fresca, un piattino destinato al consumo del cibo umido e una scodellina per quello secco.

La toilette

I gatti hanno l’abitudine di leccarsi per pulirsi il mantello ma, specialmente le razze a pelo lungo, possono risentire di questa abitudine e andare soggette alla pericolosa formazione di boli di pelo all’interno dell’intestino. Per scongiurare questo problema iniziate, fin dal primo giorno d’arrivo del micio in casa, a spazzolarlo con un cardatore o con un pettine a denti stretti. Meglio ancora sarebbe munirsi di spazzole apposite provviste di setole morbide da un lato e  di setole metalliche dall’altro.

Allestimento e riscaldamento terrario: una breve panoramica

L’importanza dell’allestimento e riscaldamento terrario

Cerchiamo di capire fino in fondo l’importanza dell’allestimento e riscaldamento terrario per i nostri amici rettili e anfibi. Risulta essere, infatti, fondamentale ricreare un ambiente confortevole e che ricordi all’animale il proprio habitat. Per prima cosa, si consiglia di privilegiare una teca in vetro: è più facile da pulire e permette di osservare le condizioni dell’animale ogni giorno. Detto questo, i terrari si suddividono tradizionalmente in due categorie: terrario naturale e semi-sterile. Nel primo, si utilizza un substrato naturale e si provvede alla posa di piante anche vere, nel secondo si limita l’allestimento a elementi essenziali e il substrato può essere realizzato anche con fogli di giornali o materiali facilmente sostituibili.

Come allestire un terrario?

Oltre al substrato, fondamentale nell’allestimento del terrario, e alle decorazioni, che sono comunque opzionali (sebbene particolarmente consigliate per abbellire esteticamente il terrario), una cosa dalla quale non si può prescindere è l’illuminazione. Un terrario, infatti, deve essere necessariamente dotato di lampade UVB nel caso di rettili vegetariani, mentre non servono per quelli carnivori e notturni. Nel caso dei primi, la luce serve a permettere la sintesi della vitamina D3, indispensabile per la loro salute.

Il riscaldamento

Infine, un ruolo fondamentale nell’allestimento di un terrario lo riveste il riscaldamento. In parte può essere fornito dalle stesse lampade, in parte si ottiene tramite tappetini riscaldanti da porre al di sotto del substrato. Quando si allestisce il terrario si deve provvedere alla creazione di due zone: una calda e una fresca, una illuminata e una buia. In questo modo si riesce a ricreare l’alternarsi del giorno e della notte e, attraverso la manipolazione delle lampade, anche il ciclo delle stagioni. In questo modo si crea nell’animale l’illusione del suo habitat naturale.

Tutti gli accessori per toelettatura e igiene cani

Igiene e pulizia

L’igiene del cane è una cosa importante che a volte può creare qualche fastidio per il proprietario, soprattutto per quello alle prime armi e, alle prese con un cucciolo. In tutti questi casi è importante poter contare su una serie di accessori specifici per la toelettatura che facilitano di gran lunga tutte le attività collegate alla pulizia del cane. Si parte dai sacchetti igienici, presenti anche in versione profumata, comodi, resistenti e in vari colori e profumazioni alle salviette detergenti e rinfrescanti con aromi e ingredienti naturali. Per i cuccioli si propongono tappetini igienici  pratici e monouso e mini assorbenti igienici in cellulosa; presenti anche le comode mutandine elasticizzate e assorbenti. Oltre ai contenitori porta sacchetti in varie forme, colori e varianti con borsina e torcia, ci sono le pinze igieniche.  

Accessori di grande importanza

Tutti gli accessori per toelettatura e igiene cani sono indispensabili: guanti e detergenti non irritanti che garantiscono la rimozione di germi e sporco al 100% ma anche prodotti e gel specifici per la pulizia delle zampe e spray disabituanti per allontanare altri cani dalle vostre porte e dai vostri giardini o marciapiedi.

I vantaggi per il cane e il suo padrone

Tutti gli accessori per toelettatura e igiene cani sono accessibili e convenienti. Essi eliminano tutte le fastidiose situazioni che possono crearsi, a volte, quando si sceglie di vivere con un cane a casa e assaporare esclusivamente la piacevole convivenza con lui. Avere accanto il più fedele amico dell’uomo in più pulito e profumato è un vantaggio che non ha prezzo. Potrai finalmente e in ogni momento abbracciare e coccolare il tuo amico animale amorevolmente e magari farlo accomodare anche accanto a te sul tuo letto e sulla poltrona, sicuro della cura della sua igiene.

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