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Come distinguere il falso corallo dal serpente corallo

Il serpente corallo comune

Questo esemplare, noto tra i membri della comunità accademica con il nome scientifico di micrurus fulvius, è un rettile prevalentemente diffuso in USA e in Messico.

Si tratta di un animale di dimensioni ridotte e che non superano i 120 cm di lunghezza, dall’esistenza piuttosto solitaria. Il serpente corallo comune è considerato dagli esperti un abile predatore e preferisce muoversi di giorno. Mangia principalmente lucertole, i suoi simili, anfibi, pesci, insetti e volatili. Velenosissimo, inietta il veleno con i suoi denti anteriori, molto aguzzi e capaci di provocare la morte del soggetto infetto nel giro di pochi minuti, provocando un terribile blocco neuromuscolare.

Una caratteristica distinta del serpente corallo è la colorazione vistosa, in particolare marcata dalle tinte gialle, rosse e nere distribuite con anelli di spessore variabile dalla testa fino alla coda.

Proprio la sequenza di colori consente di riconoscere e distinguere la specie dai suoi simili più innocui, noti tutti sotto il nome di falso corallo.

Il falso corallo: come distinguerlo

In natura esistono altri serpenti non velenosi, come il lampropeltis triangulum e il anilius scytale, che imitano i colori del serpente corallo in funzione esclusivamente difensiva. Questo tipo di mimetismo si riscontra anche in altri animali, come ad esempio le mosche.

Per distinguere i serpenti innocui da quelli pericolosi, nel caso del serpente corallo è utile memorizzare il fatto che il vero corallo è caratterizzato da tinte nere e gialle o rosse e gialle; quelle rosse e nere, invece, indicano la presenza di un falso esemplare.

Un serpente da cui tenersi alla larga comunque

Infine, è bene ricordare l’esistenza dell’erythrolamprus, un serpente poco velenoso (non mortale), simile al serpente corallo come aspetto. Il falso corallo in questione è capace di destare l’attenzione anche di chi non l’ha mai incontrato.

Allestimento e riscaldamento terrario: una breve panoramica

L’importanza dell’allestimento e riscaldamento terrario

Cerchiamo di capire fino in fondo l’importanza dell’allestimento e riscaldamento terrario per i nostri amici rettili e anfibi. Risulta essere, infatti, fondamentale ricreare un ambiente confortevole e che ricordi all’animale il proprio habitat. Per prima cosa, si consiglia di privilegiare una teca in vetro: è più facile da pulire e permette di osservare le condizioni dell’animale ogni giorno. Detto questo, i terrari si suddividono tradizionalmente in due categorie: terrario naturale e semi-sterile. Nel primo, si utilizza un substrato naturale e si provvede alla posa di piante anche vere, nel secondo si limita l’allestimento a elementi essenziali e il substrato può essere realizzato anche con fogli di giornali o materiali facilmente sostituibili.

Come allestire un terrario?

Oltre al substrato, fondamentale nell’allestimento del terrario, e alle decorazioni, che sono comunque opzionali (sebbene particolarmente consigliate per abbellire esteticamente il terrario), una cosa dalla quale non si può prescindere è l’illuminazione. Un terrario, infatti, deve essere necessariamente dotato di lampade UVB nel caso di rettili vegetariani, mentre non servono per quelli carnivori e notturni. Nel caso dei primi, la luce serve a permettere la sintesi della vitamina D3, indispensabile per la loro salute.

Il riscaldamento

Infine, un ruolo fondamentale nell’allestimento di un terrario lo riveste il riscaldamento. In parte può essere fornito dalle stesse lampade, in parte si ottiene tramite tappetini riscaldanti da porre al di sotto del substrato. Quando si allestisce il terrario si deve provvedere alla creazione di due zone: una calda e una fresca, una illuminata e una buia. In questo modo si riesce a ricreare l’alternarsi del giorno e della notte e, attraverso la manipolazione delle lampade, anche il ciclo delle stagioni. In questo modo si crea nell’animale l’illusione del suo habitat naturale.

Lampade per rettili: una fonte di vita

A sangue freddo

I rettili sono animali eterotermi, vale a dire a sangue freddo. Quindi non solo la loro temperatura dipende da quella dell’ambiente, ma hanno assoluto bisogno di luce solare. In altre parole, potremmo dire che i rettili sono “organismi ad energia solare”: ogni aspetto della loro vita è regolato dal quotidiano irraggiamento di luce solare. Le lampade per rettili sono l’equivalente artificiale della luce solare naturale in condizioni di cattività. Queste speciali lampade prevedono un’attenta disposizione dell’illuminazione, indispensabile per mantenere il rettile in buona salute.

Luce visibile e i raggi infrarossi

Lo spettro della luce solare comprende i raggi infrarossi, la luce visibile – cioè i colori che, insieme, compongono la luce bianca (colori primari dell’arcobaleno) – e la luce ultravioletta, che si suddivide in raggi UVA, UVB e UVC. I raggi solari con lunghezza d’onda molto breve (gli UVC e gli UVB a onda corta) sono pericolosi per la pelle e gli occhi dell’animale, ma, fortunatamente, vengono bloccati dall’atmosfera. La lunghezza d’onda della luce naturale si estende da circa 290-295 nanometri, che corrispondono alla gamma UVB, a più di 5000 nanometri, corrispondente alla gamma degli infrarossi, cioè con ampia lunghezza d’onda.

Le indispensabili lampade per rettili

I rettili amano crogiolarsi al sole per assorbire la radiazione infrarossa in modo molto efficace attraverso la pelle. I rettili in cattività hanno bisogno di un microambiente sufficientemente ampio e adatto alla loro specie, che sia caratterizzato da calore, gradiente di luce e UVB adeguati, oltre a zone di esposizione e di riparo, in modo che possano scegliere in base alle loro preferenze, come farebbero in natura.

Raggi UVB, UVA, luce visibile e calore devono essere tutti presenti. La sintesi della vitamina D3 nei rettili avviene solo se la pelle è riscaldata dai raggi UVB. Si hanno condizioni ideali quando la lampada UVB si trova in alto e a una distanza non inferiore a circa 15 cm. La soluzione migliore in una lampada per rettili è una combinazione della fonte UVB con una lampada per l’esposizione ai raggi solari. È importante utilizzare una lampada con un raggio d’azione sufficiente a irraggiare l’intero corpo del rettile, quindi le lampade spot vanno evitate.

Per queste specie, i ritmi della notte e del giorno sono importanti. Di giorno hanno bisogno di luce, di notte del buio. È consigliato l’utilizzo di un timer per assegnare il fotoperiodo adatto a ciascuna specie. Per fornire calore notturno, si possono montare riscaldatori di ceramica o stuoie di calore a una parete posteriore, una soluzione migliore rispetto alle lampade notturne.

Terrari per rettili: caratteristiche e usi

Uno spazio accogliente per il tuo animale

I terrari per rettili sono delle strutture proposte in differenti materiali che al loro interno riproducono, nei minimi dettagli, specifiche situazioni ambientali idonee a far sentire l’animale a casa propria, non lontano dal suo ambiente naturale. L’animale così non subisce traumi e vive naturalmente la sua vita come farebbe all’esterno. I terrari si propongono in molteplici varianti, principalmente a seconda del o degli ospiti che deve accogliere al suo interno. Ci sono teche in vetro, legno con tetto a griglia di areazione metallica o in altro materiale e tutti i terrari sono disponibili in varie misure per garantire la regolare attività motoria del rettile.

Caratteristiche

Il sistema di apertura può essere il classico frontale a due o a un’anta o il più moderno, a scorrimento. In base alle caratteristiche proprie dell’animale si può optare anche per un sistema a coperchio. I sistemi di pulitura sono altrettanto comodi, semplici e pratici: la struttura del terrario è tale da poter facilmente smontare e rimuovere la componente da pulire per poi reinserirla in tutta comodità. È possibile optare per terrari con particolari accessori in legno per rendere ancor più gradevole la permanenza del rettile e per fornirgli un sicuro spazio di avventura e sperimentazione.

Vantaggi

I terrari per rettili permettono di proteggere il vostro rettile offrendogli una dimora altamente consona al suo stato. La particolare cura e attenzione al dettaglio si mostra anche nei tipi di verniciatura scelti, mai irritanti ed ecologici, cosi da evitare che l’animale possa subire effetti negativi da un casuale ingerimento o contatto/sfregamento. Le varie dimensioni studiate e proposte sono tali da adeguare lo spazio al rettile e non viceversa: la libertà di movimento e di gioco è fondamentale per l’animale che deve sentirsi libero di esplorare e di ricevere stimoli dall’ambiente che lo circonda.

Accessori per rettili: una breve guida

Accessori per rettili: quali sono quelli indispensabili?

Oggi vogliamo parlare di accessori per rettili: quali sono quelli di cui i nostri amici a sangue freddo non possono fare a meno, e quali invece possono essere opzionali. Cominciamo da questi ultimi: opzionali sono certamente tutti quegli elementi che servono ad arredare la teca e a ricreare un ambiente il più vicino possibile al loro habitat naturale. Stiamo parlando di piantine, conglomerati rocciosi, sabbia e piccole decorazioni. Tra gli accessori indispensabili, invece, dobbiamo annoverare il terrario e tutti i dispositivi che permettono di mantenere e ricreare una temperatura artificiale per la teca.

Come allestire il terrario

La prima cosa da considerare quando si vuole allestire il terrario è la tipologia di teca, e il materiale in cui è realizzata. Per i rettili che tendono ad arrampicarsi, infatti, si dovrebbe scegliere una teca disposta verticalmente, al contrario per quelli che strisciano bisognerebbe scegliere di allestire il terrario orizzontalmente. Consigliamo di privilegiare le teche in vetro per una serie di ragioni: per prima cosa sarà sempre possibile osservare l’animale, assicurarsi che stia bene e che il terrario sia pulito; dopodiché si tratta di un accessorio molto facile da pulire e da igienizzare rispetto ad altri della stessa categoria.

Illuminazione e riscaldamento

Molto importante per garantire la salute del rettile è ricreare una temperatura che si avvicini il più possibile a quella del proprio habitat naturale. Nello specifico il terrario di un rettile dovrebbe sempre essere suddiviso in due zone: una calda e una fredda. Per questa ragione i terrari sono forniti di termoregolatori e termostati che consentano in ogni momento di tenere sotto controllo la temperatura dell’ambiente. Ovviamente essa varia in base alla tipologia di rettile. Allo stesso tempo, tranne che per i rettili prettamente notturni, sarebbe necessario procurarsi una lampada UVB, grazie alla quale riprodurre il ciclo giorno-notte.

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